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Ethicom

Dal non profit al profit

Da sempre, la cooperazione sociale è vista come un “luogo di passaggio” per i soggetti svantaggiati (dalle persone con disabilità ai migranti agli ex detenuti) che, entrati nel mondo del lavoro in un momento di estrema debolezza, trovano all'interno del mondo della cooperazione un luogo e un tempo dove “rafforzarsi”. Dove, andando ad acquisire strumenti e competenze, imparano a padroneggiarle per poi spendersi (e spenderle) in altri contesti, ovvero in ambienti lavorativi che non sono protetti e inclusivi come la cooperativa ma sono ornai alla loro portata. Lasciando così le postazioni inclusive della cooperazione ad altre persone fragili, che seguiranno lo stesso iter.

È giunto quindi il momento di ragionare assieme su come favorire l'integrazione nel mondo del profit di persone considerate deboli, che hanno raggiunto un ottimo grado di autonomia lavorativa.

L'Agenzia Pilota di Mediazione Sociale, assieme al mondo della cooperazione, può mettere a disposizione del mondo profit dei profili di persone che hanno già alle spalle una solida esperienza lavorativa. Persone di cui si conoscono competenze, debolezze, margini di miglioramento e capacità di tenuta di fronte a eventuali criticità. Persone che sono pronte per “uscire” da un ambito considerato protetto e accogliente.

L'Agenzia Pilota di Mediazione Sociale andrà quindi a svolgere un ruolo di matching tra la domanda delle aziende del mondo profit e l'offerta di lavoratori non più “deboli”, ma formati e consapevoli. Uomini e donne che padroneggiano la mansione, che garantiscono affidabilità e competenze. Inoltre, l'Agenzia può svolgere una funzione di governance, mettendo a disposizione personale qualificato con comprovata esperienza nell'ambito del tutoraggio, per facilitare l'inserimento lavorativo.

Oggi più che mai, una contaminazione tra non-profit e profit è necessaria. Perché garantirebbe un ricambio nelle squadre di lavoro della coopareazione, consentendo un maggior turnover, dando quindi a un numero maggiore di “disabili deboli” la possibilità di intraprendere un percorso di formazione professionalizzante.

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